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Sito scomodo e indipendente dedicato all'archeologia e ai beni culturali del Vercellese - Vercellae: la città più antica del Piemonte transpadano.

Le vostre impressioni ed i suggerimenti ci sono molto graditi, continuate a inviarceli (mail: sommogiov@tiscali.it)

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 COSA FATTA CAPO HA...

Passato in Consiglio Comunale il progetto ora la palla passa alla Soprintendenza Archeologica, che dovrà mediare fra le legittime esigenze dei costruttori e la messa in valore e tutela dei resti dell'anfiteatro

Vercelli progetta un parco archeologico per l'anfiteatro

LA STORIA E LE OPINIONI IN ORDINE CRONOLOGICO

Un progetto da legare all'istituendo Museo Archeologico Civico. Come collegare il territorio urbano al Museo? Vi sono molte soluzioni, ma la cosa importante è che le aree archeologiche esterne siano in condizioni di essere visitate e comunque siano "allestite". Le aree in questione non sono molte, ma sono in cattive condizioni. Ricordiamo fra tutte quella sfortunata domus del "brüt fond" che meriterebbe una maggiore attenzione senza attendere ancora. Forse con i fondi dedicati all'arte contemporanea si potrebbe fare anche qualche cosa per l'arte antica?

Un progetto

Il progetto , recentemente approvato dal Consiglio Comunale, ha suscitato, da parte dell'opposizione, alcune critiche riguardanti i parcheggi. (sic!) Ben altre critiche vengono invece da un'opposizione "non ufficiale" che ha tuttavia rilevato tutti i limiti del progetto ed i dubbi che correttamente ci si deve porre in un caso come questo, forse unico in Italia, e non solo in Italia.

Concordiamo sulla necessità di confrontare i dati tecnici del progetto, molto avanzato ma di pessimo gusto in una città che ha subito ogni sorta di violenze, con la volontà di tutela della Soprintendenza Archeologica che, pare, lo abbia approvato. E' evidente che i lavori di scavo per i palazzi di otto piani incontreranno parecchi resti archeologici con quali conseguenze per il progetto stesso è facile immaginare.

Certo la soluzione del Comune scarica i costi sui privati, ma il risultato finale, dopo la perdita delle banchine del porto fluviale, comporterebbe un'area archeologica alquanto "strana" che potrebbe definirsi ridicola se non fosse così seria la volontà comunale di realizzarla.

Gli ultimi articoli di stampa e le recenti prese di posizione le troviamo alla pagina dedicata all'anfiteatro.

LA STORIA E LE OPINIONI IN ORDINE CRONOLOGICO

 


La mostra allestita al Leone per celebrare il centenario della scomparsa di Padre Bruzza nel 1984

Visitiamo la mostra del 1984 ricostruita grazie alle fotografie di Gianni Peluffo

La Guida della mostra tra le novità in PDF, sezione Biblioteca

 


Vercelli: il Museo autogestito

Un testo da leggere e meditare per avere un quadro completo di cosa si muove nel settore dei Beni archeologici vercellesi. Sui musei annunciati e poi sfumati a Borgovercelli e su qualche piega della gestione locale dei Beni Culturali ci sarebbe molto da dire. Ma le polemiche non servono, serve aiuto, forse, oltre che per il Museo autogestito, per le anfore ed i sarcofagi del Leone, per le aree archeologiche in abbandono, per fare del futuro Museo Civico un propulsore di tutela, valorizzazione e attenzione nuova, dopo decenni di incuria. Non dimentichiamo che il nostro centro storico ha subito, anche di recente, abbattimenti inconsulti e "ammodernamenti" ignobili che ne hanno mutilato l'integrità ed il carattere. Ora serve un'inversione decisa e una cultura nuova ed aggiornata anche dell'amministrazione locale per salvare e proteggere quanto resta.

 


Nel sito del Comune di Vercelli i progetti di riqualificazione

Un parco del Lungo Sesia, la Garrone, l'area ex Ospedale, l'area Montefibre e S. Andrea Forse varrebbe la pena di approntare dei piani particolareggiati, con contributi ai privati, per la piazza Cavour e le vie del centro per evitare insegne sovradimensionate, rifacimenti e abbellimenti di fantasia, distruzione di facciate d'epoca, facciate di chiese stile "old america". Per il Broletto poi bisognerebbe ricominciare daccapo.


Il programma del 1° FORUM EUROPEO DEI MUSEI ARCHEOLOGICI ALL'APERTO che si terrà a Modena

il 26 e 27 marzo 2009

Il convegno presenta una panoramica delle più significative esperienze a livello europeo di questo tipo di proposte museali in cui l'archeologia si fonde con aspetti naturalistici e ambientali. Durante il forum è prevista anche la visita al Parco Archeologico e Museo all'Aperto della Terramara di Montale creato dal Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena a pochi km dalla città http://www.parcomontale.it


Nella sezione "Recensioni e segnalazioni" vorremmo tenere aggiornato il lettore su quanto esce o è uscito in libreria sugli argomenti che ci interessano.

 

Claudio Cagnoni

"Alberate e giardini di Vercelli"

Vercelli 2009

 


IL SITO DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DEL PIEMONTE

Il sito recentemente aperto dalla Soprintendenza piemontese potrebbe essere un'occasione per una migliore comunicazione fra l'ufficio di tutela e il pubblico, soprattutto se fosse davvero il luogo per informare con tempestività, anche in forma succinta, sugli interventi eseguiti nel territorio. Purtroppo si tratta di un 'ottima iniziativa che rischia di non adempiere pienamente al ruolo che potrebbe avere. Infatti i contenuti sono ancora piuttosto scarni e, per quanto appare, aggiornati molto raramente. Dal punto di vista burocratico sono presenti moduli scaricabili per segnalazioni e richiste di riproduzioni ma, a nostro avviso, manca la reale volontà di rendere pubblici risultati e notizie con la tempestività che l'edizione scientifica non consente e che proprio la Rete è in grado invece di assicurare. Altre Soprintendenze sono un poco più generose nel riversare le loro documentazioni, disponibili alla Stampa e al pubblico quasi in tempo reale.

http://archeo.piemonte.beniculturali.it/


ELENCO RIFERIMENTI A VERCELLI E VERCELLESE*

IN

QUADERNI DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DEL PIEMONTE

"QuadAPiem"


 

Vecchia Vercelli. Cartoline e vecchie fotografie che documentano la città dei primi anni del Novecento.



 

PERCHE' IL MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA CITTA' DOVREBBE ESSERE INTITOLATO AL BRUZZA

Il nuovo Museo vercellese, grande o piccolo, povero o ricco, dovrebbe essere intitolato a L. Bruzza, e sarebbe un peccato che non lo fosse. Una degna sede sarebbe il palazzo Centoris.

Vi spieghiamo perché.

Padre Luigi Bruzza giunge a Vercelli per insegnare al collegio dei Barnabiti (1839). La sua formazione classica lo spinge a studiare il passato della cittadina dalle vie in terra battuta che gli era capitata in sorte, e vi scopre i tesori archeologici, artistici ed archivistici che ne fanno uno dei centri storici più importanti del Piemonte e dell' Italia settentrionale. Raccoglie materiali per una storia della scuola pittorica locale, di tutto rispetto, e per una "silloge di iscrizioni antiche" sparse nella città e nelle campagne. Ma non ha molto seguito e le autorità culturali torinesi che hanno, diciamo, la "guida" delle ricerche storiche piemontesi non lo degnano di molta attenzione. Tuttavia a Vercelli riesce ad ordinare nel cortile municipale la prima raccolta di epigrafi. Trasferito a Moncalieri al Real Collegio e successivamente a Napoli e infine a Roma il nostro Bruzza rivela tutta la sua importanza di studioso dell'antichità pubblicando "Iscrizioni antiche vercellesi" (1875), che gli varrà la sincera lode del Mommsen, e coltivando interessi fortemente anticipatori della moderna archeologia quali sono gli studi sulle iscrizioni ed i marchi di fabbrica degli oggetti comuni (instrumentum domesticum) aprendo così la via all'allievo Dressel per la creazione della prima omonima tipologia delle anfore romane. Bruzza sarà anche un fondatore dell'archeologia cristiana insieme al De Rossi e, pur rimanendo in ombra rispetto ad altri contemporanei, può essere ricordato come uno dei fondatori della moderna scienza dell'antichità. Dopo la pubblicazione delle iscrizioni vercellesi, qui da noi avvenne un piccolo miracolo: la Municipalità, conferendo la cittadinanza onoraria al Bruzza, decretò la costituzione del Museo Lapidario Bruzza (allestito nel chiostro del S. Andrea) e dell'antiquarium annesso con relativa coniazione di medaglia commemorativa. Entrambi sono ora confluiti al Leone e solo una lapide ricorda il primo allestimento nel chiostro. Ecco perché, almeno a nostro avviso, la Municipalità che non dovrebbe avere la memoria tanto corta, farebbe bene, anzi credo dovrebbe, intitolare il nuovo museo al Bruzza, oppure spiegare il motivo di tale, pensiamo imperdonabile, eventuale omissione.

Perché il palazzo Centoris sarebbe una degna sede per il Museo archeologico? Ora che si sono trovati i resti romani nelle bellissime cantine, una volta portati in luce completamente e coperti da lastre di vetro a pavimento farebbero da impareggiabile cornice alle raccolte archeologiche e darebbero ben altro senso alle spese per la ristrutturazione ed il restauro del palazzo, che merita forse qualche cosa di più che divenire sede degli uffici dell'agenzia di marketing per il territorio. Destinando agli uffici il Santa Chiara si farebbe piena giustizia al Museo e ne guadagnerebbe la città.

 

Il Lapidario Bruzza ai primi del Novecento

 

Sulla figura del Bruzza troverete ampia documentazione nella nostra Biblioteca in pdf scaricabili.


NON VA, NON VA, NON VA!!!

Vercelli: l'anfiteatro, il museo archeologico, la tutela e valorizzazione del patrimonio e delle aree archeologiche urbane

Se crolla Pompei figuratevi Vercelli! Abbiamo atteso per mesi qualche timido segno della ripresa delle attività, un tempo così febbrili, per la realizzazione del Museo Archeologico e per la sistemazione dell'area dell'anfiteatro. Ritengo, purtroppo, si debba preparare il pubblico interessato ad una delusione. Non si muove più nulla. Progressi zero. Pare si stia puntando sul Museo dello Sport (certamente più popolare e foriero di voti elettorali), scelta discutibile, ma almeno scelta. Noi però che alle cose archeologiche ci si teneva, dobbiamo ritrattare tutto quanto detto e scritto sulla novella volontà comunale nel campo del Patrimonio e del bene Culturale. Si ripete l'antica storia: istituzione sulla carta, sede disponibile, poi ridotta ai minimi termini, finanziamenti, progetti e poi più nulla. Tanto che ci sovviene la domanda se anfiteatro holliwudiano e museo lillipuziano si dovessero portare avanti in unico pacchetto, indivisibile. Arte e cultura a Vercelli si sintetizzano quindi nei momenti magici della Guggheneim, che presta a caro prezzo opere varie ad un comune risicolo con ottimi guadagni. Si è puntato sull'arte contemporanea e i biglietti (scolaresche coatte comprese) non penso proprio abbiano coperto la spesa e tanto meno l'affluenza turistica, credo, abbia soddisfatto i commercianti ed esercenti cittadini. Allora se si vuole l'unica cosa buona che ne è uscita è il recupero degli affreschi e dell'edificio di San Marco, di cui è doveroso dare credito. Ma, tornando all'antico, che piani ha il Comune per valorizzare quello che è fino ad oggi uno dei più cospicui patrimoni archeologici piemontesi? Anche il comune di Alife, segnalato per l'incuria dell'area archeologica, ha il proprio mezzo anfiteatro, così pure Cividate Camuno, che lo tiene come un giardino, sia pure con antiestetiche strutture in metallo per gli spettacoli all'aperto. Il comune di Buccino Volcei, nel suo piccolino, ha poi una dignitosa ed ampia sede museale ed ha organizzato le proprie aree archeologiche in un "Parco archeologico urbano dell'antica Volcei". E' dunque così difficile mettere ordine negli affari archeologici vercellesi? E' così complicato programmare e progettare un qualche dignitoso e lungimirante progetto di sistemazione, sia del museo che delle aree archeologiche, che si realizzi nel tempo a prescindere dal colore della Giunta? Pare che il problema sia così ben gestito che non se ne parla, non se ne dà conto, non deve essere discusso con la comunità. Noi vorremmo che se ne parlasse di più, ma l'argomento non è elettoralmente rilevante e poi.. a chi volete che interessi.

Ben altri sono i problemi.

Novembre 2010

Anfiteatro di Alife

 

Cividate Camuno

Museo Archeologico di Buccino


Vercelli avrà il Civico Museo Archeologico che il Bruzza auspicava nel 1875

Una delle priorità che rendono così interessante la vita culturale della città in questo autunno 2009 è, oltre al destino dell'anfiteatro, l'istituzione del nuovo Museo Archeologico. Non vorremmo che nascesse angusto e asfittico in salette soffocanti ma che avesse tutto il respiro che un'attesa di più di un secolo dovrebbe meritare. Perché l'archeologia vercellese è tuttora ricca di promesse e l'antichità e la complessa storia della città preludono a continue nuove scoperte ad ogni scavo di cantiere.

Quindi, olttre a non dimenticare nell'intitolazione del nuovo Museo la figura di studioso che già alla metà dell'Ottocento seppe vedere tanto lontano da caldeggiare e iniziare l'idea di Civico Museo Archeologico, vorremmo che la struttura fosse sufficentemente ampia per ospitare quanto già è nei depositi torinesi ( ed è molto) e quanto ancora sarà raccolto negli anni a venire.

Essendo poi il Museo un Museo del XXI secolo sarebbe quanto mai utile che esso si avvalesse di tutti quei mezzi audiovisivi e di grafica computerizzata che rendono semplice e comprensibile al Pubblico sia quanto viene esposto, sia i contesti e le ricostruzioni architettoniche e topografiche che un tempo erano così difficili da realizzare per una esposizione.

Speriamo e facciamo voti affinché l'istituzione non debba nascere settimina e di corto respiro provinciale per la cronica scarsezza di fondi e per eventuali cambiamenti di politica delle successive Amministrazioni. Desideriamo che il Museo Archeologico vercellese sia all'altezza della migliore tradizione museografica piemontese.

 

Agosto 2007

BEN DUE MUSEI ARCHEOLOGICI SONO IN GESTAZIONE, A VERCELLI E A BORGOVERCELLI.

Quale notizia! Dopo decenni di infruttuosi dibattiti e di veementi richieste ecco materializzarsi una vera corsa al museo archeologico a Vercelli e nei comuni limitrofi. Forse si è finalmente compresa l'importanza della città e del suo territorio sotto il profilo archeologico? Niente di tutto questo. E' stato sufficiente l'ardimento dell'Amministrazione del piccolo centro di Borgovercelli che ha scoperto la possibilità, allettante, di restaurare l'antico castello con fondi legati all'allestimento di un Museo collezionistico ceduto "chiavi in mano", per dare il via ad una serie di accadimenti che hanno spinto il Comune di Vercelli a destinare una parte dell'appena restaurato complesso di S. Chiara all'esposizione di quella ingente quantità di oggetti recuperati negli ultimi trent'anni di scavi cittadini ed ora giacentia Torino negli stracolmi magazzini della Soprintendenza Archeologica del Piemonte. Stranezze della politica dei Beni Culturali!

E' assai probabile che tra le righe dei primi articoli di stampa e di qualche letterina sollecitata di qualche settimana fa si nasconda la chiave del mistero, per ora del resto solo giornalistico, che avvolge la reale intenzione del Comune di Vercelli di dare vita ad una istituzione di tale importanza, con tutte le conseguenze economiche ed amministrative che ne deriverebbero.

L'argomento è per noi, che da decenni si è battuto questo tasto, di estremo interesse e lo seguiremo in queste pagine dedicandovi ampio spazio. Una riflessione però la facciamo subito: come intenderà impostare l'attuale Amministrazione vercellese il suo rapporto con il patrimonio archeologico cittadino, con i tanti obiettivi che si è data, a cominciare dalla sistemazione dell'Anfiteatro?Perchè in effetti sino ad ora di concreto si è visto ben poco e chissà come la penserà in proposito la prossima Amministrazione.

Analizzeremo i contenuti dell'atto di indirizzo e del protocollo d'intesa, ma va detto fin d'ora che a dover mettere nero su bianco un progetto di museo civico sarà un funzionario tecnico che ha ben altre gatte da pelare.

I testi

(Cliccare sul titolo)

1 (2007)

GIUNTA COMUNALE ­ ADUNANZA DEL 21 AGOSTO 2007 OGGETTO N. 299

ARCHEOLOGIA PER LA CITTA'. ATTO DI INDIRIZZO PER L'ISTITUZIONE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO

2 (2008)

GIUNTA COMUNALE ­ ADUNANZA DEL 29 LUGLIO 2008 OGGETTO N. 337

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ DI VERCELLI - APPROVAZIONE DEL PROTOCOLLO DI INTESA CON LA SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL PIEMONTE.

 

Gli antefatti e i prodromi

La genesi

e, fra le altre cose,

La nostra raccolta di firme del 2001



Novità nelle edizioni in PDF

"Luoghi fortificati I. Valsesia-alto Vercellese" 1991

 

"Castrum Radi" 1990

"Vercelli e la memoria dell'antico" 1982

"Introduzione" da "Iscrizioni antiche vercellesi" 1874

"Luigi Bruzza: storia, epigrafia, archeologia a Vercelli nell'Ottocento. Guida alla mostra"1984

Fortunato Guala, "Vercelli romana . Tesi di laurea"1938

Carlo Conti, "Valsesia archeologica" , Edizione 1931

ed altro...

 


Dopo anni di attività il sito Archeovercelli rinnova la propria veste e riordina i contenuti

L'ingente quantità di materiale contenuta nel sito ed accumulata negli anni necessitava di un riordino per facilitarne la consultazione, anche in vista di futuri apporti. Nella Home page troverete le ultime notizie che, una volta superate, andranno ad arricchire le pagine dedicate ad argomenti specifici o all'archivio, tra cui: Vercelli centro storico, Vercelli archeologia, Vercelli musei, Vercellese, Didattica, Archivio, English text, Biblioteca, Links, Dicono di noi, Editoriale, Edizioni del Cardo. In Mappa del sito, inoltre, si possono visualizzare gli indici delle singole sezioni per rintracciare un articolo o un argomento.

Le vostre impressioni ed i suggerimenti ci sono molto graditi, continuate a inviarceli (mail: sommogiov@tiscali.it)

 


 


La sorpresa del Centori durante i lavori di consolidamento dell'edificio

Il Comune ha mantenuto l'impegno e finalmente sono iniziati i lavori per il consolidamento del Centori che porteranno al recupero della struttura. Come nel caso del San Marco, che non smette di riservare sorprese agli storici dell'arte, anche al Centori esistono parti del complesso che, pur essendo di proprietà privata, conservano interessantissimi esempi di architettura e d'arte. Il prossimo passo quindi, è un auspicio, sarà forse documentare e rendere fruibili al Pubblico i bellissimi affreschi e le strutture architettoniche dell'ex convento di San Marco e delle parti private del complesso di edifici che costituirono fin dal Medioevo la residenza della famiglia Centori.

 

(Da La Stampa, 3-7-2011,Vercelli, pag.48)

Roberta Martini

Muro romano affiora a Palazzo Centoris Annuncio del sindaco: scoperto durante i lavori di consolidamento al piano interrato.Gli operai stanno liberando il pavimento in cocciopesto, al piano interrato. Una routine del restauro, anche se il palazzo da risanare si chiama Centoris ed è uno dei tesori della città. Sono operai di un'azienda specializzata, la Poggiolini di Firenze, lavorano in corso Libertià da tre mesi. E si rendono conto che non hanno più soltanto a che fare con un materiale di rivestimento per l'edilizia Le loro lampade illuminano un muro che, poco pi tardi, archeologi ed esperti della Soprintendenza di Torino faranno risalire all'epoca romana.

"E' un muro lungo nove metri e mezzo e largo un metro e ottanta centimetri, numeri che fanno pensare ad un edificio pubblico del periodo romano", racconta Marta Licata, l'archeologa che, con Antonella Gabutti, sta seguendo il cantiere insieme con Elisa Panero della Soprintendenza ai Beni archeologici del Piemonte. Il sindaco Andrea Corsaro accompagna il piccolo gruppo attraverso il palazzo, rimasto chiuso al pubblico dal 2008: il restauro (830 mila euro stanziati dal Comune con il contributo della Fondazione San Paolo) è forse il più prestigioso di questo scorcio di stagione. "Il muro - aggiunge Corsaro - copre il lato Sud e il lato Ovest, e il suo andamento curvilineo fa pensare ad un edificio pubblico di grande importanza". Siamo appena all'interno del muro della città romana, un'ipotesi (da valutare) e che si tratti di un teatro romano.

Il ritrovamento non intacca il cantiere, così come l'aveva presentato l'assessore ai Lavori pubblici, Roberto Scheda. Il restauro e la riqualificazione di Palazzo Centoris, che ha un impianto originario del Duecento, passano attraverso il consolidamento di volte e strutture lignee, con micropali per le fondamenta. Si proseguirà con la deumidificazione e il restauro degli affreschi del cortile interno, di concezione bramantesca, con i centauri che danno il nome al palazzo. Con settembre terminerà il cantiere per mettere in sicurezza l'edificio, a cui il Comune vuole ridare vita facendone la sede di eventi, incontri culturali. Ed anche, conclude Corsaro, la sede dell'agenzia di marketing per ilterritorio.


Ritardi e arretrati nella pubblicazione degli scavi vercellesi

L'avevamo già sottolineato e ora, curiosi di sapere se qualcuno è in grado di spiegare la lacuna, abbiamo scritto una lettera alla redazione de La Stampa:

L'ARCHEOLOGIA A VERCELLI

E' molto strano, e costituisce certo un'anomalia nel quadro dell'archeologia piemontese, il fatto che di un lungo elenco di interventi archeologici vercellesi non esista documentazione nella pubblicazione istituzionale "Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte" giunta al venticinquesimo numero. L'ultima notizia riguardante Vercelli è infatti pubblicata sul numero 23, del 2008.

Mancano all'appello, in ordine cronologico, notizie riguardanti le strutture portuali di via Pastrengo (1992), di cui si danno pochi cenni in una sede di convegno, lo scavo di ìcasa Benildeî del 1995, le scoperte del 1998 nell'orto del Seminario (il giornale La Stampa titolava "Ritorna alla luce una basilica del IV secolo"), le fondamentali scoperte dello scavo ex Eca in via Q. Sella del 2000 (di cui esiste peraltro stringata documentazione esposta in occasione delle visite didattiche), le importanti scoperte in corso Prestinari e corso Fiume (Croce di Malta) del 2002 (Tombe, monete auree, caligae), le ulteriori scoperte nel cortile del Seminario del 2006 (grande edificio termale), la segnalazione di affreschi tardo romani in una cantina di corso Libertà (La Stampa del 15 agosto 2007), i sondaggi conoscitivi presso la caserma Trombone in via XX Settembre del 2009, senza contare altri minori ritrovamenti. Da ultimo la recente scoperta nel piano cantinato del palazzo Centori di un muro di epoca romana, che per il suo spessore e per l'andamento curvo avrebbe fatto supporre la presenza di un teatro, ci ricorda che i ritrovamenti ed i lavori scientifici della Soprintendenza sono di interesse pubblico e finanziati da denaro pubblico e come tali dovrebbero essere posti quanto prima , anche in forma sintetica, a disposizione del Pubblico e della comunità scientifica, così come avviene solitamente, nelle sedi istituzionali (in questo caso i Quaderni).

Che cosa abbia impedito che si desse conto di ritrovamenti di tale capitale importanza per la ricostruzione della forma urbana di Vercellae risulta oscuro e dà adito a legittime inquietudini. Sarebbe pertanto quanto mai opportuno che dalla documentazione tecnica degli interventi (al di là delle possibili interpretazioni) si fornisse un succinto resoconto per colmare la grossa lacuna che si è creata e che caratterizza, purtroppo negativamente, l'archeologia vercellese nel panorama piemontese.

G. Sommo archeovercelli.it 4 luglio 2011

 

Caserma Trombone , via XX Settembre. Sondaggi conoscitivi 2009. Da www. bona1858.it

Via Pastrengo, banchina del porto fluviale 1992. Da www. bona1858.it

 

Cortile del Seminario. Scavo 2006. Da www. bona1858.it


Nuovo ritrovamento in centro storico

(Da La Stampa, 13-11-2009,Vercelli, pag.67)

Dalle fogne di Vercelli spunta un prezioso mosaico romano

Enrico Demaria

Com'era prevedibile, auspicato dagli appassionati di archeologica, ma paventato dagli abitati e soprattutto dai negozianti della zona, gli scavi per le nuove fognature in via Laviny hanno portato alla luce un prezioso reperto: un mosaico di 3,5 metri quadri, risalente probabilmente alla prima eta' imperiale romana. Conferma il sindaco Andrea Corsaro: ´Si tratta di un 'signino'', battuto di malta, bianco con tessere nere inserite in file parallele. La Sovrintendenza lo ha gia' esaminato, trovandolo molto interessante. La buona notizia - per negozianti e residenti - e' che il mosaico verra' staccato, a spese del Comune, e portato al restauro, probabilmente a cura di esperti ravennati. ´In tal modo - dice il sindaco - Atena potra' proseguire i lavori, chiudendo il cantiere in tempi ragionevoli. Dopo il restauro, il mosaico verra' riportato a Vercelli e sistemato nel costituendo Museo Civico Archeologico, al primo piano di Santa Chiara. Museo che il Comune sta realizzando nell'area dell'ex chiesa, che una volta ospitava gli uffici Iva, su espresso desiderio proprio del sindaco. Osserva Corsaro: ´Vercelli era ed e' ricchissima di reperti archeologici, anche di grande valore. Ed, in pratica, quasi ad ogni scavo emerge qualcosa di interessante. Solo che, sinora, gran parte dei ritrovamenti, dopo l'esame della Sovrintendenza, veniva portata a Torino: con la realizzazione del Museo, invertiremo la rotta e avremo la possibilita' di riavere anche i reperti piu' preziosi, ad esempio la famosa tazza di Ennione. Il sindaco si riferisce ad una piccola ma splendida ciotola di vetro azzurro a stampo, firmata da vetraio siriano Ennione da Sidone, attivo verso la prima meta' del I secolo. Nelle intenzioni di Corsaro, il museo archeologico sara' un'ulteriore attrazione per Vercelli, con il grande Anfiteatro in fase di recupero.

 


 

Eccezionale sforzo del Comune per il centro storico

Grandi cantieri in chiese e castelli Parte la stagione dei grandi cantieri, che coinvolge chiese, torri, castelli e palazzi storici. Il Comune ha stanziato oltre un milione e mezzo di euro per i primi interventi, che iniziano dalla facciata posteriore dell'ex chiesa di San Marco e toccano il prestigioso Palazzo Centoris. In giugno partira' invece il secondo lotto per il recupero del castello di Quinto: 700 mila euro l'importo, finanziato in gran parte dalla Regione. (da La Stampa 16/4/2009 pag. 53).

Nel pacchetto c'é anche la fabbrica del S. Andrea, finalmente ripescata per assicurare una adeguata manutenzione al monumento.

Articoli e particolari


 

A questa Amministrazione dobbiamo riconoscere l'impegno ed i primi risultati

Cose mai viste a Vercelli! Il San Marco, gli affreschi, la Guggenheim, il Museo archeologico, il Parco archeologico e l'Anfiteatro. Mai una sola Amministrazione Civica aveva concepito e attuato tanto per i BB.CC. della città. Qualcosa di simile era accaduto verso la metà dell'Ottocento, quando, grazie ad alcuni personaggi vercellesi e non, si fecero dei piccoli miracoli per ridare dignità al borgo agricolo ex municipio romano, ex potente comune medievale, ex ricca città rinascimentale. In pochi anni furono istituite la Biblioteca Civica, il Civico Museo Lapidario Bruzza, si formarono le raccolte Leone e Borgogna, il Belle Arti con le raccolte di dipinti e di affreschi e la Scuola di disegno. Un fervore finalizzato a ridare alla città quel ruolo di capoluogo che aveva perduto e che riavrà solo nel 1924. Purtroppo quegli slanci e le giuste direzioni prese con la Commissione archeologica e d'ornato, che avrebbero potuto ribaltare le sorti estetiche del centro storico vercellese con un duraturo impegno municipale, si affievolirono rapidamente. Giungono così gli scriteriati abbattimenti del Ventennio e poi degli anni Sessanta e Settanta del Novecento (Vecchio Ospedale, Via Cavour ecc.) e la banalizzazione del centro storico che continua sino ai giorni nostri, soprattutto con la "pulizia" dell'antico Broletto (piazza dei Pesci) che ne è un esempio ecclatante e forse in parte con gli interventi sulla piazza Cavour, in verità non sempre condivisibili.

Questi "pasticci" potrebbero costituire il punto più basso della politica sul centro storico vercellese se davvero vi è stata una "presa di coscienza", non solo del Sindaco e di qualche Assessore ma di tutte le forze politiche locali, dell'importanza del tessuto storico architettonico della città, delle sue potenzialità archeologiche e delle possibili ricadute economiche e sociali che stanno in quel termine, un poco abusato, di "Città d'Arte" che non si conquista facilmente, se non sulla carta e sui titoli dei giornali.

Così, dato a Cesare quel che è di Cesare, ci auguriamo che l'indirizzo preso sia perseguito nel tempo, anche attraverso periodi economicamente difficili , con l'obiettivo di mettere in valore la nostra casa comune, il nostro retaggio di città più antica del Piemonte.

Marzo 2009

Ma ora salta fuori il prgetto anfiteatro


 

Il Jolly Roger's, affiancato alla bandiera nazionale, nell'uso della marina segnala un affondamento importante. Chi abbiamo affondato... è affar nostro. Ci ritroviamo anche, in qualche modo, nella parte di pirati, o meglio corsari, dell'archeologia. Quindi...questa è anche la nostra bandiera.

Siamo sempre stati considerati come scomode presenze, e tali vogliamo restare. Non diamo quartiere.

 


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Ultimo aggiornamento gennaio 2012

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